Statuto

TITOLO I – COSTITUZIONE E SEDE
Art. 1) – E’ costituita l’associazione di utilità sociale senza finalità di lucro denominata “Granello di Senapa”- ONLUS siglabile “Gra. di S.” – ONLUS
L’associazione è promossa dalla Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista (Suore Battistine). Ha una durata illimitata.
L’associazione ha la sede sociale in Angri (SA) Via Maddalena Caputo, 17.

Titolo II – SCOPO SOCIALE
Art. 2) – L’associazione, che non ha scopo di lucro, persegue fini di utilità sociale e non può svolgere attività diverse da quelle di cui all’oggetto, con l’eccezione di quelle connesse.
Scopo sociale primario è il vero bene della persona, della coppia, della famiglia e del matrimonio con l’attenzione all’amore, alla sessualità e alla vita umana dal concepimento alla morte naturale in conformità alla visione cristiana proposta nel Vangelo e nell’insegnamento del Magistero della Chiesa. L’associazione esplica la sua attività mediante il consultorio familiare secondo le finalità indicate nella legge quadro n° 405/75 e da altre norme statali, regionali e locali vigenti in materia. Offre, attraverso l’interdisciplinarietà di un gruppo di lavoro, servizi di consulenza, formazione, prevenzione e interventi sul territorio.

Art.3) – S’impegna a considerare particolarmente: i problemi della coppia, con particolare attenzione alla vita di relazione con tutti i suoi aspetti di comunicazione e di dialogo; la vita sessuale e la regolazione naturale della fertilità; l’accoglienza della vita nascente; l’educazione di adolescenti e giovani alla vita, all’amore, alla sessualità; la preparazione dei fidanzati al matrimonio.
Agisce anche in favore di anziani, handicappati e di quanti si trovino in forme di esistenza precaria.

Art. 4) – Si fa attenta agli aspetti pedagogico – educativi dell’affidamento, dell’adozione nazionale e internazionale; alle questioni legate al recupero del senso della vita da parte di minori in condizioni di disagio esistenziale. L’opera è prestata per i cittadini italiani e per gli stranieri che vivono sul territorio nazionale.

Art.5) – Lo scopo sociale può essere conseguito, anche in collaborazione ad altri enti nazionali ed internazionali, pubblici e privati, che siano interessati alla realizzazione di analogo scopo sociale o che intendono perseguire le stesse finalità.

Art.6) – Per conseguire lo scopo sociale, l’associazione organizza interventi diretti ai destinatari (bambini, adolescenti, giovani ed adulti) e/o iniziative di formazione proposte ai loro educatori. Può promuovere e istituire, anche, con il concorso di altri enti, in Italia o all’estero, scuole di formazione per genitori, centri di ascolto, telefono amico, corsi di formazione per persone da specializzare nei vari ambiti della pastorale familiare (corsi prematrimoniali – educazione alla maternità e paternità responsabile con insegnamento dei metodi naturali); cicli di conferenze, di lezioni e attività simili, può compiere ogni altra azione o iniziativa culturale che sia ritenuta utile per il conseguimento delle finalità umane e sociali assunte come proprie e comunque finalizzate all’affermazione di una autentica cultura della persona, della famiglia e della vita. Offre servizi di assistenza legale, medica, psicologica, psicopedagogica e morale a quanti ne facciano richiesta.

Art. 7) – Se necessario ai fini dell’attuazione dello scopo sociale, l’associazione potrà organizzare, anche, in collaborazione con università e altri enti specializzati, ricerche mediche, psicologiche, giuridiche, pedagogiche e simili, con eventuali pubblicazioni degli studi.

Art. 8 ) – Per i fini suddetti può provvedere a pubblicazioni periodiche e/o bollettini su temi attinenti al proprio scopo sociale. Può servirsi di ogni mezzo della comunicazione sociale come: filmati, videocassette, dischi ed altro. L’associazione può bandire concorsi o istituire borse di studio ed ogni altra attività riservandosi eventualmente di pubblicare le opere pervenute.

Art. 9) – Nell’ambito dell’oggetto, l’associazione potrà adoperarsi per allestire la biblioteca specializzata consultabile dai soci, dai collaboratori e da visitatori interessati.

Titolo III – ORGANI
Art. 10) – L’associazione si organizza nei seguenti organi statutari: assemblea dei soci, consiglio direttivo, collegio dei revisori dei conti, il collegio dei probiviri.

Soci
Art. 11) – Possono essere soci tutti coloro che hanno raggiunto il 18° anno di età siano essi cittadini italiani o stranieri, nonché società ed enti italiani e stranieri che condividano le finalità dell’Associazione e contribuiscano alla realizzazione di tali finalità.
I soci sono: fondatori, effettivi, onorari e sostenitori.
a) Soci Fondatori – Sono le persone, le società, gli enti pubblici e privati che hanno partecipato alla costituzione dell’associazione.
b) Soci Effettivi – Sono le persone, le società, gli enti pubblici e privati che contribuiscono alla crescita della associazione e alla realizzazione del suo scopo sociale mediante la collaborazione attiva e/o il versamento di quote in denaro ordinarie e periodiche. Gli enti esprimeranno questo diritto attraverso un loro rappresentante.
c) Soci Onorari – Il consiglio direttivo, su segnalazione del presidente e/o del direttore e con il voto favorevole della maggioranza qualificata di almeno 50% + 1 dei soci fondatori, potrà nominare soci onorari fra le persone che con la loro attività abbiano acquisito particolari benemerenze.
d) Soci Sostenitori – Sono le persone, le società, gli enti pubblici e privati che contribuiscono in modo rilevante all’attività dell’associazione mediante il versamento di elargizioni straordinarie in denaro.

Art. 12) – La qualità di socio si acquista presentando domanda di ammissione che potrà essere accettata dal consiglio direttivo previa presentazione da parte di un socio e dopo un periodo di effettivo impegno associativo non inferiore ad un anno.
– All’atto dell’ammissione è necessaria l’accettazione dello statuto, degli eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni degli organi sociali, espressa per iscritto.
– I soci dal momento in cui ottengono l’aggregazione, sono tenuti al versamento della quota associativa annuale stabilita dal consiglio, pena l’esclusione.
– La qualità di socio si perde per recesso e per esclusione. Il recesso è consentito a qualsiasi socio in qualsiasi momento mediante dichiarazione scritta o resa in assemblea e verbalizzata..
– L’esclusione è decisa a maggioranza dal consiglio direttivo e riguarda chi parla e/o opera contro lo spirito e/o la lettura dell’art. 2 del presente statuto; chi viene giudicato indegno dal collegio dei probiviri, su segnalazione dell’assemblea dei soci.
– Nelle more del procedimento di esclusione, il consiglio direttivo a maggioranza può deciderne la sospensione.

Assemblea Generale
Art. 13) – L’assemblea generale è costituita dai soci effettivi e dai soci fondatori, come da regolamento.
1° L’assemblea generale è convocata in seduta ordinaria e straordinaria.
2° L’assemblea in seduta ordinaria è convocata entro il mese di dicembre per l’approvazione del bilancio di previsione per l’anno successivo e, quando necessario, per il rinnovo delle cariche sociali; nel mese di aprile per l’approvazione del conto consuntivo dell’anno precedente. La convocazione in seduta straordinaria può essere fatta in qualsiasi momento quando se ne ravvisi la necessità ad iniziativa del presidente, del direttore del consultorio, del consiglio direttivo o su richiesta motivata di almeno 1/10 dei soci e dovrà aver luogo entro 20 giorni dalla data in cui viene richiesta.
3° L’assemblea ordinaria delibera su:
– L’elezione dei membri elettivi e cioè del presidente, dei quattro membri del consiglio
direttivo, di due membri del collegio dei revisori dei conti e di due membri del collegio dei probiviri.
4° L’assemblea deve essere convocata nella sede sociale o in altra sede specificata nella lettera di convocazione.
5° In prima convocazione le deliberazioni dell’assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà dei soci. In seconda convocazione, che può aver luogo trascorsi trenta minuti dalla prima, la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti e con il voto della maggioranza dei presenti.
6° L’assemblea esprime il proprio parere vincolante su ogni argomento sottoposto al suo giudizio.
7° Per la modifica dello statuto occorre la presenza di almeno ¾ dei soci ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
8° L’assemblea delibera lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio con il voto favorevole di almeno ¾ dei soci ai sensi dell’art.21 del C.C. In tal caso i beni che residuano dopo l’esaurimento della liquidazione sono devoluti ad altre associazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore secondo le disposizioni del codice civile.
9° L’assemblea è presieduta dal presidente del consiglio direttivo o dal direttore del consultorio; in assenza di entrambi l’assemblea elegge il presidente. Spetta al presidente dell’assemblea constatare la regolarità delle deleghe ed in genere il diritto di intervento.
Delle riunioni si redige sull’apposito libro sociale il processo verbale firmato dal presidente e dal segretario, in caso di votazioni, dagli scrutatori eletti e proposti dal presidente all’inizio dell’assemblea come da regolamento.
10° I soci sono convocati in assemblea mediante raccomandata a mano o a messo fax spedita almeno 10 (dieci) giorni prima di quello fissato per l’adunanza, contenente l’ordine del giorno ed il tipo di convocazione.

Art. 14) L’assemblea regolarmente costituita, rappresenta l’universalità degli associati; le sue deliberazioni, prese in conformità alla legge ed al presente statuto, obbligano tutti gli associati, compresi gli assenti e i dissenzienti all’osservanza.
Se il presidente e/o il direttore lo ritengono opportuno, possono far intervenire all’assemblea o al consiglio anche esperti non soci a solo titolo consultivo.

Art. 15) – Hanno diritto di partecipare all’assemblea tutti i soci in regola col pagamento della quota annua di associazione. I soci possono farsi rappresentare da altri soci per delega purché non siano membri del consiglio direttivo, del collegio dei revisori o del collegio dei probiviri. Ciascun socio non può essere portatore di più di una delega.

Titolo IV – CONSIGLIO DIRETTIVO
Art. 16) – Il consiglio direttivo è composto dal presidente e da quattro membri eletti dall’assemblea generale, dal direttore del consultorio, dal consulente etico.
I compiti del consiglio direttivo sono:
– elezione del segretario e del tesoriere che possono essere nominati anche al di fuori
dello stesso;
– Stesura del bilancio di previsione che sottopone all’assemblea generale entro il
mese di dicembre, e chiusura dei conti consuntivi che sottopone all’assemblea entro il mese di aprile di ogni anno;
– Ogni altro compito di ordinaria e straordinaria amministrazione inerente al funzionamento dell’assemblea esclusi quelli che lo statuto attribuisce all’assemblea generale dei soci.
– Per le deliberazioni del consiglio direttivo è richiesta la presenza della metà più uno dei consiglieri in carica.
– Le decisioni sono prese a maggioranza semplice, in caso di parità prevale il voto del presidente.
– Il consiglio direttivo si riunisce tutte le volte che il presidente e/o il direttore lo ritiene necessario, oppure su richiesta di un terzo dei componenti.
– Tutte le cariche sociali sono gratuite. Esse hanno la durata di tre anni e possono essere riconfermate.
– Il consiglio è presieduto dal presidente, in sua assenza dal direttore.
– Le sostituzioni effettuate nel corso del triennio decadono allo scadere del triennio medesimo.
– Le dimissioni della metà più uno dei componenti provocano la decadenza dell’intero consiglio direttivo.
– Delle riunioni del consiglio sarà redatto, su apposito libro, il relativo verbale, che sarà sottoscritto dal presidente e dal segretario.

Titolo V – PRESIDENTE
Art. 17) – La carica di presidente viene affidata elettivamente dall’assemblea generale ordinaria convocata almeno trenta giorni prima del termine del mandato in corso. In sede di prima applicazione il presidente viene nominato su proposta del direttore dall’assemblea dei soci fondatori a maggioranza semplice degli stessi.
Il presidente rappresenta legalmente l’associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio, convoca il consiglio direttivo e loro presidenza. Tali facoltà spettano al direttore del consultorio in caso di impedimento o di assenza del presidente.

Titolo VI – DIRETTORE DEL CONSULTORIO

Art. 18) – Il direttore del consultorio viene designato dal Governo della Provincia Italiana delle Suore Battistine secondo criteri di competenza tecnica ed affidabilità morale.
Il direttore dirige le attività del consultorio, avvalendosi eventualmente dell’opera di esperti e consulenti professionisti, anche esterni. Attua le delibere del consiglio direttivo e dell’assemblea, può proporre al consiglio direttivo l’aggregazione di nuovi collaboratori.
In caso d’urgenza, assume i provvedimenti richiesti, riferendone quanto prima al consiglio direttivo.

Titolo VII – CONSULENTE ETICO
Art. 19) – Il consulente etico è proposto dalla Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista. Valuta ogni questione di ordine morale e spirituale nei confronti degli utenti. Nei confronti dei soci può automaticamente proporre il deferimento al collegio dei probiviri, sostenendone l’accusa.

Titolo VIII – SEGRETARIO
Art. 20) – Il segretario è eletto dal consiglio direttivo tra i suoi componenti oppure anche esternamente.
Spetta al segretario: redigere i verbali dell’assemblea e del consiglio direttivo, diramare gli inviti per le convocazioni fissate dal presidente e/o dal direttore del consultorio, tenere i verbali delle assemblee.

Titolo IX – TESORIERE
Art. 21) – Il tesoriere è eletto dal consiglio direttivo tra i suoi componenti oppure anche al di fuori.
Spetta al tesoriere: tenere la contabilità ed i libri associativi (libro dei soci, libro giornale, libro degli inventari, verbale dei revisori); emettere mandati di pagamento, con il concorso del direttore del consultorio; tenere la cassa.
Per i rapporti bancari e finanziari la firma del direttore è congiunta a quella del tesoriere.

Titolo X- COLLEGIO DEI REVISORI
Art. 22) – Il collegio dei revisori è costituito da tre membri di cui due eletti ogni 3 (tre) anni dall’assemblea generale dei soci in seduta ordinaria, uno nominato dalla Congregazione delle Suore Battistine.
I revisori devono accertare la regolare tenuta della contabilità sociale e a tale scopo potranno procedere in qualsiasi momento ai relativi atti di controllo e di ispezione.

Art. 23) – Gli esercizi si chiuderanno il 31 dicembre di ogni anno. Alla fine di ogni esercizio, i membri del consiglio direttivo provvederanno entro i termini di legge alla compilazione del rendiconto, nonché di una relazione sull’andamento dell’associazione.
Nel caso vi siano utili, gli stessi verranno accantonati, per essere devoluti a scopi di beneficenza o per essere impegnati dall’associazione per la formazione e l’affermazione degli scopi sociali.

Titolo XI – COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Art. 24) – Il collegio dei probiviri è costituito dal consulente etico e da due membri eletti dall’assemblea generale a maggioranza semplice in seduta straordinaria. Dura in carica tre anni, dal giorno della sua elezione fino al suo rinnovo. Il collegio dei probiviri elegge al suo interno il presidente. Decide inappellabilmente come arbitro amichevole tutte le controversie tra i soci e l’associazione.
Il collegio dei probiviri ha il compito di vigilare sulla fedeltà alla natura e agli scopi dell’associazione e dirimere le questioni relative all’interpretazione autentica dello statuto. Tutti i soci, pertanto, sono tenuti a rispettare le decisioni del collegio dei probiviri prese collegialmente a maggioranza semplice.
Il consulente etico si asterrà dal voto per i deferimenti direttamente proposti dallo stesso. In caso di parità di voto, quello del presidente vale doppio.

Titolo XII – SCIOGLIMENTO
Art. 25) – Lo scioglimento dell’associazione è deliberato dall’assemblea con il voto favorevole di almeno ¾ dei soci. L’assemblea provvederà alla nomina di uno o più liquidatori e delibera in ordine alla devoluzione del patrimonio, che dovrà avvenire a favore di enti o di altre Onlus, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge, che perseguono lo stesso scopo sociale o analoghe finalità preferibilmente nella Diocesi di Nocera Inferiore – Sarno.

Titolo XIII – PATRIMONIALITA’ DELL’ASSOCIAZIONE

Art. 26) – Per il conseguimento del suo scopo sociale l’associazione possiede un suo patrimonio sociale. Esso è costituito dalle quote annuali dei soci, dalle donazioni, dai lasciti, dai contributi di enti statali e non statali; dalle sovvenzioni di persone fisiche e giuridiche; dall’eventuale ricavato dell’attività sociale stessa. Esso, dietro decisione del consiglio direttivo, può essere in parte vincolato in titoli, o in beni mobili ed immobili, sempre sotto l’amministrazione statutaria. Si fa divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili ed avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione a meno che la destinazione o distribuzione non sia imposta per legge o siano effettuate a favori di altre Onlus che per statuto o regolamento fanno parte della stessa. Si fa inoltre obbligo di impiegare gli utili o avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Per tutto quanto non previsto nel presente statuto si intendono applicate le norme di leggi vigenti.

Si chiede l’esenzione della tassa di registrazione ai sensi della Legge 266/91.

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